L’inizio

L’Inizio, di&da A.Lifschitz,  è portato in scena da Valeria Freiberg che ha curato adattamento scenico, drammaturgia e regia. Il sound designer – design scenico è curato da Marco Terracciano, light designer/ video di Gerardo Filocamo

L’inizio è un nostalgico omaggio agli anni’60, un tentativo di dar voce ad un’idea romantica del mondo del teatro, una storia traghettata da quella che in gergo si chiamerebbe meta-teatro, una storia che parla di emozioni, di sentimenti e nostalgia. Il saper parlare al pubblico tanto con le immagini, quanto con la musica e il gesto.

Viene proposto in scena come spettacolo-karaoke che attraversa le atmosfere in bianco e nero delle pagine più belle del cinema e del teatro italiano del XX secolo, per sentire l’energia ed il calore sincero di quegli anni, per condividere con il pubblico il piacere di agire insieme.

L’azione scenica si svolge al ritmo trascinante dei successi musicali d’epoca: i personaggi cantano e i testi appaiono sullo schermo. Il pubblico è autorizzato e persino incoraggiato a cantare insieme agli attori per sentirsi partecipe alla storia, per condividere un ricordo.

Si presenta come spettacolo- karaoke, come esperienza multimediale che racchiude in sé la volontà di creare le premesse per una nuova percezione del teatro di prosa. L’idea principale è quella di far rivivere al pubblico la storia raccontata dagli attori, ma anche quello di “aprirsi” alla Storia.

La storia si svolge negli anni ’60 del secolo scorso in una periferia romana, lontana dalle luci di via Veneto, ma piena di sogni e di speranze.

La vita di tre sorelle orfane non è un segreto per nessuno. I vicini, gli amici, i colleghi – e persino l’intero cortile – conoscono i loro conflitti, dubbi e sogni. La loro casa è come un palcoscenico. Lo stesso palco che sognano le sorelle più piccole e che fa sorridere ironicamente la più grande, la più pratica, la più responsabile.

La musica può essere definita come uno sfondo sonoro che modifica la realtà scenica in modo da trasformare l’azione stessa in una riflessione pratica sulle dinamiche del sounddrama nel teatro contemporaneo.

Note di regia

Le tre protagoniste di questa messa in scena sono molto semplici, care, vere.

Niente gesti spettacolari o intonazioni isteriche solo un grande amore per il Teatro e il Sogno che dà la forza di andare avanti.

Loro ci vengono incontro da un mondo lontano che non esiste più, da un mondo in cui il quartiere era come una famiglia, i vicini erano come parenti e il cinema era l’unico divertimento.

Valeria Freiberg